Il luogo di lavoro diventerà sempre più virtuale?

 
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In un mondo iper-connesso dove tutto cambia di continuo anche il lavoro è destinato a mutare? A questa domanda ha provato a rispondere Fujitsu con il suo forum annuale dedicato al tema del workplace. Complice la tecnologia che ormai permette di lavorare ovunque, appare sempre più chiaro che la figura del freelance sia destinata a diventare preponderante in un contesto in cui ciò che conta è la qualità delle collaborazioni e non necessariamente la presenza in ufficio. I professionisti specializzati insomma, secondo Fujitsu, cominceranno a gravitare sempre più spesso intorno alle aziende ma il “posto di lavoro” inteso come una sedia e una scrivania in un ufficio sembra destinato a smaterializzarsi. Lo chiamano “lavoro a 4 dimensioni”: mobile, social, intelligente e naturale.

Un lavoro quindi sempre più virtuale grazie al quale si potrà mettere a disposizione la propria professionalità dove e quando si vuole. Per non parlare poi dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata, che diventeranno sempre più fondamentali: basti pensare al settore finanziario, che potrà beneficiare di strumenti capaci di scongiurare frodi analitiche o a quello medico, che potrà contare su modelli di previsione che aiuteranno i dottori a ridurre i margini di errore.

Le possibilità insomma sono molte: bisogna solo imparare a coglierle. E non è così facile come sembra, perché gli imprenditori sono ancora piuttosto ostili verso gli strumenti innovativi. A confermalo è proprio la Fujitsu che ha dichiarato:

Il 60% degli imprenditori sta lavorando sul boundary less workplace, utilizzando open innovation e crowdsourcing come modi per generare nuove idee prodotti e servizi. Il 47% vuole implementare assistenti digitali virtuali nei prossimi due anni, ma solo meno di un terzo pianifica di permettere agli impiegati di utilizzare qualsiasi dispositivo per accedere ai dati aziendali.

Fonte: Il Messaggero