L’ufficio del futuro? Sarà il luogo delle relazioni.

 

Meno rigidità e più mobilità: teniamo bene a mente questa frase perché forse racchiude l’essenza dell’ufficio del futuro. Già, perché il luogo di lavoro si preannuncia sempre più fluido, mutevole: una sorta di scenografia in continuo movimento. Basta uffici openspace, innanzitutto, una formula ormai vecchia che nasconde un’insidia insospettabile: si calcola infatti che i frequenti rumori di sottofondo facciano calare la produttività di circa il 15-20%.

La nuova parola d’ordine è dunque flessibilità: l’ufficio diventerà sempre più multitasking e assolverà sempre più funzioniIn particolare dovrà incoraggiare le relazioni – la vera ricchezza di ogni azienda: meno uffici privati, quindi, e più spazio al coworking che già oltreoceano è declinato in modo molto interessante; basta fare un giro a Brooklyn, nel The New Work Project, ma anche Milano si difende bene con il suo coworking Spaces.

Un taglio netto con l’idea tradizionale di ufficio l’ha dato invece Londra con lo Yoox Net-A-Porter Group, un hub firmato dall’architetto Nicholas Grimshaw che lo descrive in questo modo: “Lo abbiamo trasformato in un luogo stimolante. Ognuno ha la sua postazione ma ci sono anche diverse aree dove incontrarsi”.

Da non dimenticare però anche il tocco creativo e sorprendente dato dalle aree relax e dalle stanze dedicate ai giochi, fondamentali per allentare la pressione lavorativa con piccoli momenti di svago. Ma la vera sfida per il futuro sarà creare degli uffici sempre più green, come suggerisce Marco Ragni, designer milanese due volte premio Compasso d’Oro: “Abbandonato il minimalismo asettico, l’ufficio devo tornare ad essere pieni di oggetti e materiali. L’uomo ne ha bisogno, così come ha bisogno di aria e natura. La vera sfida nel prossimo sarà inserire sempre più verde negli spazi di lavoro».

Fonte: Corriere